UN LIBRO E UN CAFFé: LETTURE DI MARZO

April 11, 2017

Piccola premessa: sono stata ingarbugliata, causa eventi esterni (leggi libreria di via Volta ad Erba, Como), a partecipare all’Italian Book Challenge. In cosa consiste? Di base é una “sfida” tra lettori forti, che gareggiano a chi legge di più. Ovviamente io non arrivo da nessuna parte, ma é comunque un modo molto intelligente e divertente per sostenere le librerie indipendenti (si può partecipare solo attraverso di loro) e leggere libri che normalmente non compreremmo, perché ogni libro letto deve rientrare in una delle 100 categorie proposte.

Insomma, ecco il risultato del primo mese e qualcosa. Keep on reading, folks!

Ah, ho anche dato dei voti, pensando che mi dessero autorità | ● = punto pieno ○ = mezzo punto

Le nostre anime di notte – Kent Haruf – NN Editore

*30 un romanzo postumo

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Ogni volta che leggo un libro di Haruf é come se mi trovassi di fronte a una di quelle grandi tele di paesaggio, vaste e all’apparenza scarne, ma dove la sottrazione é la scintilla stessa dell’arte.

La forza di Haruf non sta tanto nell’eccezionalità delle storie che racconta, ma piuttosto nella sua capacità di dipingere un’epoca della vita – la vecchiaia – in un modo nuovo, che non avevo mai incontrato prima. Con infinita dolcezza e realtà, scopriamo che tra quarant’anni, se ci andasse molto bene, avremo ancora tutta la libertà che vorremo esercitare.

Shaft – Ernest Tidyman – BigSUR

*24 un libro ambientato a New York

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Questo é un libro piuttosto fuori dal mio radar: gialli e detective non sono una combo che generalmente mi fa sognare. Partivo tuttavia fiduciosa causa amore incondizionato per bigsur.

Purtroppo devo ammettere che Shaft, per quanto scorrevole, é un libro mal invecchiato e piuttosto sconnesso.

Insomma, mi pare che Tidyman ci stesse provando con tutto se stesso a fare un bel hardboiled a muso duro, ma il risultato é un personaggio decisamente irreale (sindrome da supereroismo) annegato in un minestrone di avvenimenti importantissimi e mal trattati, e ridicolizzato con qualche battuta poco felice.

ATTENZIONE: io non sono una che apprezza il genere perciò prendete il mio parere su Shaft con le pinze. I detective mi piacciono solo quando chi scrive sembra sotto effetto di LSD.

Nel caso condivideste il mio parere vi consiglierei piuttosto di iniettarvi “La trilogia di New York” di Paul Auster.

Chi di noi – Mario Benedetti – Nottetempo

*16 un libro su un triangolo d’amore

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Questo libro é strano e mi trovo a non sapere bene come giudicarlo.

Sicuramente a livello stilistico é un libro attraente. I tre protagonisti del triangolo d’amore vivono una sola storia, ma é una storia costruita e affaticata, ce lo raccontano le loro tre voci, ognuna caratterizzata da una tipologia di scrittura e da uno stile diverso: Miguel si affida a un diario, Alicia a una lettera e Lucas, scrittore di storie brevi, ad un racconto.

La storia in sé tuttavia, l’ho trovata poco degna di nota (cocktail di paure, indecisioni, giudizi in superficie), e decisamente in secondo piano rispetto all’esercizio stilistico in sé.

Per quanto mi riguarda Benedetti produce un bel librino letterario, con qualche particolare veramente geniale (come il costante riferimento dello scrittore di racconti Lucas al proprio critico di riferimento), ma che tuttavia temo entrerà a far parte della pila dei libri dimenticabili.

Il silenzio del lottatore – Rossella Milone – Minimum Fax

*27 una raccolta di racconti italiani

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“Il silenzio del lottatore”, come a volte succede per le raccolte di racconti, é stato un po’ un hit and miss: qualche storia l’ho amata, qualche altra mi ha lasciato più o meno indifferente. Ciò che ho apprezzato moltissimo é la struttura del libro in sé che rende ogni racconto parte fondamentale degli altri: con ogni storia avanziamo di un passo nella vita, si parte dall’infanzia e si arriva alla maturità, ed inoltre la Milone semina qua e là delle pianticelle che vediamo sbocciare in altri luoghi, in forme diverse.

Nel complesso é un bel libro, che mi ha attirata soprattutto perché parla di donne in lotta con la vita e le relazioni.  Si racconta di un modo di lottare che non rientra molto nel mio stile, troppo pacato ed indeciso, la lotta di chi si fa scegliere dalla vita piuttosto che di chi la vita se la prende.

Rossella Milone mi ha mostrato qualcosa di diverso e ben scritto, il che é sempre bello.

Le otto montagne – Paolo Cognetti – Einaudi

*10 un libro di cui tutti parlano

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A volte nella vita capita di leggere il libro giusto al momento giusto. Ecco, “Le otto montagne” di Cognetti sono arrivate a me come un vecchio amico che non vedevo da molto, con in mano una pagnotta e del salame da condividere. Con i suoi odori e ricordi questo libro ha riordinato un pezzettino della mia vita dicendomi “buona strada”.

Nessuno scompare davvero – Catherine Lacey – BigSUR

*42 un libro acquistato durante una presentazione nella tua indie libreria

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Ok, forse sono io a non essere in forma, ma é il secondo bigSUR del mese che mi ha deluso!

Ho trovato “Nessuno scompare davvero” faticoso e immobile. Pensavo di aver scelto un libro che raccontasse la scelta di Elyria di errare: dentro di sé per superare i traumi del passato, e tra le strade della nuova zelanda per trovare un nuovo pezzo di se stessa. Invece ho preso un libro su una donna in fuga, che non sceglie un bel niente, travolta dal mal de vivre e dal suo “bufalo” interno.

Aneddoto: Mi sono molto stupita quando ho saputo che é uno dei bigSUR a vendere meglio in libreria e, dopo qualche riflessione con la mia libraia di fiducia, le nostre conclusioni non promettono nulla di buono: molte donne italiane, evidentemente, si sono riviste in questo stordimento passivo del “lasciarsi vivere”.

Il corpo che vuoi – Alexandra Kleeman – Black Coffee

*18 un libro scritto da un autore under 30

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Questo é un libro piuttosto surreale e nuovo. E tutte le cose nuove hanno bisogno di tempo per essere studiate, per imparare a capirle ed affezionarcisi. Leggere Il corpo che vuoi é un po’ come camminare sul pavimento della casa della nostra infanzia, con la piccola differenza che tutta la casa é stata inclinata di 0,5°, un po’ come se Matta Clark fosse passato e avesse praticato una delle sue magie. Il risultato é che tutto ciò che ci circonda é simile a ciò che conosciamo eppure noi siamo storditi e disorientati, e non ne capiamo il motivo. Chiedetelo alla Kleeman, a cui vogliamo già un gran bene.

MASH – Richard Hooker – BigSUR

*51 un libro da cui hanno tratto uno dei tuoi film preferiti

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Finalmente BigSUR torna a darmi soddisfazioni! MASH é un libro irriverente e “tirapagine” e torna in libreria con una splendida traduzione (anche se inizialmente ho fatto un po’ di fatica ad abituarmi ai nuovi nomi). La bellezza di questo libro sta nel suo essere un concentrato di intrattenimento, una piccola bomba le cui schegge colpiscono i conformismi e le etichette dell’epoca, lasciandoci, in accoppiata col film di Altman, immagini indelebili. Questo libro é una certezza, in grado di conquistare anche i lettori più sporadici (ecco l’ennesimo “consiglio per li acquisti” non richiesto).

Why I am not a feminist: a feminist manifesto – Jessa Crispin – Melville House

*non parte della sfida

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Eccoci in una lettura a tema femminista un po’ più complessa.

Jessa Crispin ce lo dice sin da subito: é incazzata, incazzata nera, e vi assicuro che le pagine di questo libro trasudano rabbia. In soldoni la tesi della Crispin (che alterna momenti lucidi ad altri un po’ meno) é questa: essere femminista nel profondo non significa desiderare l’uguaglianza tra i sessi in un mondo dominato dai principi del patriarcato -potere, sesso, soldi…-, significa piuttosto rifiutare quei paradigmi e voler sovvertire del tutto il sistema patriarcale e i suoi dogmi.

Questo libro é una provocazione, scritto con rabbia per fare rabbia, soprattutto alle femministe all’acqua di rose che imperversano sul web. Leggerlo significa perdere la terra sotto i piedi, sconvolgersi le budella e ammettere qualche colpa. Ammetto che qua e là l’amica Jessa si lasci un po’ prendere la mano con qualche delirio digressivo, ma vi assicuro che é, e rimarrà, un libro fondamentale (é sarà stampato da SUR nel 2018).

DISCLAIMER: avrete già capito che questo non é un libro per chi comincia ad interessarsi al movimento femminista, presuppone la conoscenza di alcune dinamiche interne e molto attuali nel panorama femministico!

Storie della buonanotte per bambine ribelli – Elena Famigli, Francesca Cavallo – Mondadori

*43 un libro pubblicato nel 2017

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La cosa più bella di questo libro sono senza dubbio le illustrazioni: magnifiche, colorate e sognanti agli occhi di bambini e adulti. È sicuramente un bell’oggetto da comodino, da prendere in mano la sera, prima di addormentarsi, per scoprire qualche nuovo volto di donna.

Immagino tuttavia si senta l’entusiasmo un po’ smorzato, e questo perché ho trovato -nonostante le belle premesse- due grossi problemi.

PROBLEMA 1: Il vero problema. Quello enorme. Lo troviamo nel titolo e nell’introduzione: l’incomprensibile scelta di indirizzare questo libro solo alle bambine. Mi pare un’ottima idea quella di cercare di colpire la problematica del gender con il gender.

PROBLEMA 2: quando ho visto Aung San Suu Kyi mi é venuto un dubbio: magari chi ha scelto quali personaggi inserire nel libro é rimasto ai tempi del nobel per la pace e non é al corrente delle più recenti epurazioni etniche massicce ad opera del suo governo. Poi ho sfogliato qualche pagina e ho incontrato la Tatcher e mi é apparso molto chiaro che c’é un problema evidente.

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