NEVER STOP EXPLORING: SCOZIA

October 24, 2016

Scozia

Ciao amici. Ecco una breve lista di posti che mi hanno fatto emozionare durante il mio viaggio in Scozia. Se mai ci passaste, vi consiglio di fermarvici per qualche attimo.

UNO | Drover’s inn

Scozia, drover's inn

Una splendida casina in sasso al limitare del Loch Lomond, immersa e sperduta in una verdissima riserva naturale. Un posto speciale: é praticamente la versione solida del sogno onnipresente di avere un ritiro isolato in qualche angolo di mondo.

Varcata la soglia di questo splendore settecentesco si viene accolti da un esplosione di legno e animali morti: la tassidermia qui regna sovrana. Superata qualche mia ansia/reticenza nel vedere lontre e cervi appesi in giro, questo pub é schizzato al primo posto della mia inesistente lista dei migliori pub for a dram (Momento Encyclopedia Britannica – dram : unità di misura legata al whisky e che corrisponde volumetricamente a 1/8 di oncia fluida (?!?). Io – dopo ricerche condotte sul posto – lo associo al nostro “bicchierino”, cioè una quantità ideale da ingurgitare in un dato momento e del tutto aleatoria).

Il nostro primo vero whisky della vacanza, da scegliere tra le innumerevoli e dorate bottiglie gestite da omoni e donnone in kilt.

DUE | Port Ellen & Whisky path

Scozia whisky path lagavulin

Siamo sull’isola di Islay, poco più in là dell’approdo della CalMac. La baia di Port Ellen é fresca e luminosa e ti invita ad immergerti non appena tocchi terra. I più coraggiosi possono anche tuffarsi, ma noi, malati di mediterraneità, recuperiamo invece sei bici e pedaliamo lungo la costa in cerca di malto fermentato e foche spiaggiate. Di malto ne incontriamo a bizzeffe, segnalato ogni volta da comignoli a pagoda e uno spesso odore di torba; di foche invece ne avvistiamo solo due, ma inesorabilmente spapparanzate ad asciugare il loro grasso. Incontriamo però pavoni e viali alberati, distese di pecore e casette delle fiabe. E qui vorremmo fermarci per giorni e giorni.

TRE | Kintra Farm

Scozia, kintra farm islay

Tutto ciò che abbiamo visto/fatto/mangiato/bevuto ad Islay é stato perfetto, il sole é stato perfetto, la pedalata é stata perfetta, i diversi bicchierini di laphroaig sono stati perfetti… il nostro tiro quindi, a questo punto, era piuttosto alto. Speravamo con tutti noi stessi che il campeggio, Kintra farm, non ci avrebbe deluso.

Sapevamo che avremmo trovato una spiaggetta vicino alla fattoria, sulla quale avevamo tutta l’intenzione di accendere un fuoco e, possibilmente, di grigliare, tant’è che ci siamo muniti di due di quei grill usa e getta che vengon buoni in casi del genere. Non eravamo pronti però a tutta quella bellezza. Piccoli promontori verdi, alti sopra la lunga distesa di sabbia e aperti sull’oceano. Un’acqua infinita da tutte le parti: il nostro fuoco era pieno e le griglie sfrigolanti.

QUATTRO | Oban harbor & Seafood hut

scozia oban

Oban é concentrata e carinissima. Il porto é il centro della vita: l’isola di Kerrera in vista, il finto colosseo dietro le spalle, gente che passeggia e pesce che cuoce. Un sacco di voci di ogni dove e cornamuse in lontananza. Il porto é un piccolo abbraccio dove approdano grandi navi, le rotte per le inner e outer Hebrids passano più o meno tutte da qui, il che rende Oban un posto perfetto per qualsiasi avventura navale in giornata.

E guai a perdersi, proprio di fianco alla biglietteria della CalMac, il Seafood Hut: gerusalemme del pesce fresco gestita da pescatori ruspanti dall’umorismo macabro.

FISHERMAN “Hey Lassie!! take this crab (alive! ndr), is not gonna hurt you, you ken?” (Ehi bella giovinetta, prendi questo granchio (vivo!), non ti fa mica male, sai?)

IO – toccando appena appena il granchio vivissimo e semovente rido un po’ nervosa – “ehehhehe”

FISHERMAN “nice aye? you laugh eheh, but now… Sandwich!” (carino vero? tu ridi ehehhe ma ora… Sandwich!)

Attimo splatter. Per un po’ sono rimasta immobile a bocca aperta. Poi ho mangiato il sandwich.

CINQUE | IONA ABBEY

Scozia iona cathedral

Se mai un giorno dovessi avere un burnout pesante portatemi sull’isola di Iona. Fiori e verdura da coltivare, lana da tessere, e un’enorme cattedrale, grande quasi tutta l’isola, da ammirare. Questo piccolo pezzetto di terra ha un’intensa ed innegabile spiritualità, un luogo che possiede un’anima pura e antica, una storia imbevuta di sangue e coraggio. Camminare per questo isolotto guarisce tutti i turbamenti.

SEI | Neist Point Lighthouse

Scozia nest point lighthouse

Questo é esattamente il paesaggio che volevate vedere quando avete deciso di prenotare un viaggio in scozia: scogliere ripidissime, lingue di terra selvagge nel mare, un faro abbandonato, passeggiate ventose al limitare della terra. Il faro di Neist Point é il tipico luogo che ti fa venire voglia di mollare tutto, trasferirti lì e cominciare una nuova vita, più vera e cruda.

Quando guardo questo splendore di vita marittima mi vengono in mentre altri fari e altri mari, la mente viaggia ed é in grado di connettere il mondo come se fosse una sola terra. I fari sono come case speciali, queste modeste architetture non sono scozzesi né bretoni, spagnole o turche, sembrano all’apparenza innocue, ma hanno invece poteri speciali. Se ti fermi a guardarli può succederti di non trovarti più lì dove sei, ma, in una specie di trance autoindotta, ora sei dappertutto.

SETTE | Leakey’s Bookshop

scozia leaky's bookshop

Questa é una delle sette meraviglie del mondo, non scherzo! Il vero paradiso dei lettori, ma che affascina anche i profani data la stranezza del posto. Questa libreria nasce in una vecchia (e un po’ kitsch) chiesa Gaelica di Inverness, ed ogni nicchia, banco, navata, pulpito, sono stati riempiti di libri fino al tetto, a volte divisi ordinatamente, a volte no. Insomma un grande caos di seconda mano che, per un’amante della lettura e dei libri, significa essere colpiti da un effetto flipper appena varcata la soglia. Ci si riempie gli occhi con libri antichi, da collezione e rilegati a mano; ci si riempie invece le tasche con le vecchie edizioni della penguin a prezzi stracciati. Tra Ruskin e Trevelyan io ci ho perso il cuore.

OTTO | Ubiquitous chip

scozia ubiquitous chip

Corre da secoli questa leggenda che in Gran Bretagna si mangi male. Falso, falso, falso. Certo a lungo andare manca la varietà e su questo non ci piove, ma in quanto a qualità ragazzi noi siamo stati benissimo. Tra i mille magnifici posti, più o meno costosi, dovevo segnalare questo pezzettino di bellezza vicino all’università di Glasgow. Entrando si può scegliere se dirigersi al pub, al bistrò o al ristorante. Noi abbiamo scelto il bistrò per non alleggerire troppo il portafoglio. Siamo finiti non so come in una specie di serra, e sotto un tetto vetrato abbiamo mangiato dei capolavori di freschezza: dalle polpose cozze delle Shetland, al paté di cacciagione, dal salmone marinato con barbabietole alle polpette di bue. Per non dimenticare il pane fresco fatto in casa. E il burro buono, buono come non potete immaginare (anche perché in Scozia abbiamo scoperto esiste il culto del burro, che non manca mai. Abbiamo perfino visto due turisti cercare di imbarcarne due panetti nel bagaglio a mano… no comment.)

NOVE | Università di glasgow

scozia glasgow university

Io cosa posso dire di questo posto? Magia, pura magia. Avrei voluto solo legarmi a una colonna di questo magnifico portico e stare lì, provando ad immaginare gli studenti e i secoli scorrere tra queste mura. Con un po’ di magone pensavo a Lord Kelvin o ad Adam Smith percorrere i giardini e le scale gotiche per raggiungere torri e pennacchi. Era come essere a Hogwarts, e questo vi basti.

Leave a comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *