Un libro e un caffé: Letture di aprile

May 18, 2017

Seconda puntata di un libro e un caffé, ecco qui sotto le mie letture d’aprile.

Keep on reading, folks!

 ● = punto pieno ○ = mezzo punto

DOVREMMO ESSERE TUTTI FEMMINISTI – CHIMAMANDA NGOZI ADICHIE – EINAUDI

*31 un romanzo di un’autrice donna

●●●○

Forse sarà a causa dell’enorme successo che ha avuto, ma sinceramente da “Dovremmo essere tutti femministi” mi aspettavo qualcosa di più. Diciamo che questa manciata di pagine può essere un ottimo inizio per chi è del tutto vergine di letture femministe (un po’ meno per chi tra noi è un veterano), ma ASCOLTATEMI questo non lo rende di certo un brutto libro, né tantomeno inutile!

Il punto forte è questo: bastano pochi minuti, e meno di 50 pagine, per farsi un’idea di quanto ancora sia contemporanea la lotta per l’eguaglianza dei sessi e del genere umano in generale. Il libro, essendo trascritto da una TEDtalk, è molto scorrevole e accattivante e ci lascia la testa piena di motti. Motti giusti per di più.

Ragazzi, insomma, è un ottimo spunto di riflessione per qualunque persona lo legga, donna o uomo che sia. Per poi passare a qualcosa con più contenuto.

 

IN THE PINES – ERIK KRIEK – ERIS EDIZIONI

*non parte della sfida

●●●●

Tempo fa a Milano c’è stata una pericolosissima manifestazione succhiasoldi. Indovinate chi non è riuscita a regolarsi al BookPride? Io, ovviamente. Ho comprato come una pazza, ma soprattutto ho scoperto una quantità di case editrici di cui non avevo mai sentito nulla. Tra cui ERIS Edizioni.

In questo stand ho trovato tutti gli antidoti di cui avevo bisogno: protagonisti crudi crudi che rimpiazzano gli indecisoni, Torino che odia come la russia post-rivoluzione, donne a muso duro e illustrazioni, parole e colori veri.

In the pines, per esempio, si legge in 5 sorsi: le grandi murder ballads americane tradotte in disegni cupi e definiti.

Raccomandazioni per la lettura: lasciate che il vecchio Cohen vi graffi in sottofondo dal giradischi.

 

SOFIA SI VESTE SEMPRE DI NERO – PAOLO COGNETTI – MINIMUM FAX

*4 un libro con la copertina verde

●●●●●

Se era presagio il mese scorso, ora è verità: Cognetti mi ha inquinato la vita, ora ho una nuova dipendenza (si aggiunge ad altre di già lunga data Eco, Wu Ming, Potok…).

Con questo libro ci parla di Sofia, che ormai per me esiste in maniera così reale da far quasi paura. Sofia vive al di fuori delle pagine di questo libro, smette di essere un personaggio e diventa un’amica.

Questo libro è una raccolta di racconti, che in realtà sono capitoli della vita di Sofia che cresce, soffre, ama e crea. Nient’altro da dire se non leggete, leggete, leggete.

Mi stupisce quanto Cognetti riesca a strisciare la penna vicino ai miei orizzonti, tant’è che se lo incontro in giro gli offro una birra, così, per far due chiacchere.

 

IO NON MI CHIAMO MIRIAM – MAJGULL AXELSSON – IPERBOREA

*6 un libro proposto da un gruppo di lettura

●●●●

IO NON MI CHIAMO MIRIAM – MAJGULL AXELSSON - IPERBOREA

Pesco questo libro (che annuso da qualche tempo essendo un tomone Iperborea) grazie alla libreria di via volta di Erba, che lo ha scelto come libro per il gruppo di lettura di aprile.

Cominciamo così: grazie.

A volte fa un po’ paura immergersi nell’ennesimo librone sull’olocausto, un po’ perché il tema, si sa, non è dei più leggeri, ma soprattutto perché –terribile a dirsi- ci fa fatica leggere delle storie già raccontate, per quanto importanti e tremende siano. Tuttavia Majgull Axelsson mi ha sinceramente colpito, perché ha scritto un libro per nulla retorico. Costruiamo la vita di Miriam secondo tre binari temporali che non è una scelta nuova ma brillante, per il fatto che tutto il testo ruota intorno alla decostruzione di una grande e necessaria menzogna. Siamo condotti tra le baracche di Aushwitz, ma non è lì che Alexsson ci vuole portare: lei ci guida attraverso la sopravvivenza di Miriam, le ragioni che di volta in volta alimentano il suo desiderio di restare comunque in vita. E in maniera molto tagliente siamo posti di fronte a una grande verità: c’è un modo molto brutale di distruggere vita, come quello dei campi di concentramento, e poi c’è un modo meno esplosivo, ma altrettanto invasivo: Miriam ci mostra che si distrugge vita anche solo pronunciando una frase o non volendo affrontare una realtà. E lei, di vita, ne ha un’enormità.

 

NEVE, CANE, PIEDE – CLAUDIO MORANDINI – EXORMA

*non parte della sfida

●●●○

NEVE, CANE, PIEDE

Claudio Morandini racconta di Adelmo Farandola e della sua solitudine. Un uomo che ha scelto di isolarsi in un vallone di montagna e di vivere bastando a sé stesso, grazie a qualche scorta occasionale fatta in paese. Allucinazione, oblio e verità si frullano nella mente di Adelmo e lo scorrere del tempo lineare si interrompe: ci immergiamo in una narrazione a balzi, che procede a tentoni come la memoria del burbero vecchietto.

“Neve, Cane, Piede” è breve racconto, tanto semplice quanto doloroso, in cui un uomo ed un cane cercano di fare i conti con la vita cruda e precaria: e tu soffri.

 

TUMULTO – ALICE MILANI, SILVIA ROCCHI – ERIS EDIZIONI

*non parte della sfida

●●●

TUMULTO – ALICE MILANI, SILVIA ROCCHI – ERIS EDIZIONI

Sono partita come al solito con troppo entusiasmo: questa graphic novel non mi ha fatto impazzire. O meglio: dividiamo la narrazione dall’illustrazione. La prima, parte bene, mette tutte le premesse per essere una bella storia in cui noi ragazze cresciute negli anni novanta e con uno spirito un po’ punk possiamo ritrovarci. Tuttavia è troppo breve e forse troppo autoreferenziale perché diventi davvero universale, peccato.

Le illustrazioni invece le ho amate moltissimo, i tratti, i colori, sono molto sinceri e graffiati, come piace a me.

Leave a comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *